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28/07/2006 IL GAZZETTINO - Risarcimento dei danni alla "Sweden e Martina" per concorrenza sleale |
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Le soffiavano i migliori venditori convincendo questi che la ditta per cui lavoravano aveva problemi economici.A distanza di 10 anni dai fatti, la Sweden&Martina si è vista riconoscere il danno per concorrenza sleale, subito dalla Revello di Verona. Quest'ultima è stata condannata a pagare all'azienda di Due Carrare, rappresentata dall'avvocato Riccardo Rocca, 205.356 euro complessivi di interessi e oltre due terzi delle spese (circa 20.000 euro) come risarcimento danni. La vicenda risale alla seconda metà degli anni 90 quando l'azienda che opera a livello nazionale nel campo della commercializzazione di prodotti odontoiatrici servendosi di una fitta rete di venditori appositamente formati è in forte crescita (con un fatturato che passa da 10 miliardi nel 90 a 22 nel 95). A quel punto fa la sua comparsa la concorrente Revello che comincia a contattare gli agenti della Sweden&Martina, diffondendo la voce di un dissesto della stessa; in particolare vengono avvicinati i responsabili delle filiali periferiche o del coordinamento di più agenti, lusingati con promesse di laute remunerazioni a condizione che trasferiscano alla concorrenza tutta l organizzazione di vendita. Un'attività di storno che dà buoni esiti soprattutto in Lazio (ma anche in Friuli, Sardegna e Umbria), indebolendo ad un tempo la concorrente di Due Carrare che quantifice il danno subito a 3.850.000.000 lire. Tenuto conto che non tutte le dimissioni sono riconducibili alla ditta di Verona e della flessione di fatturato già in atto nel Lazio, il giudice ha confermato la diffusa attività di storno (cinque agenti hanno testimoniato che i contatti hanno riguardato 11 lavoratori della Sweden&Martina);tuttavia ha ritenuto che la Revello con il suo operato non abbia causato un calo di fatturato complessivo ma un minor incremento in una zona già in flessione.
(Simonetta Zanetti)
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