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04/12/1996 ITALIA OGGI - Sentenza a Padova sul rimborso della tassa società. | Print |

Sentenza a Padova sul rimborso della tassa società.

Conti pignorabili in Banca d'Italia.

Per il rimborso della tassa società pignorabili i conte del fisco tenute dalla Banca d’Italia. I depositi presso l’istituto di via Nazionale possono costituire i beni di presumibile agevole aggredibilità da parte delle società che hanno diritto al rimborso delle somme indebitamente pagate a titolo di mantenimento dell’iscrizione nel registro delle cancellerie. È quanto è avvenuto a Padova, nel corso di un procedimento seguito dall’avvocato Riccardo Rocca.

Il tributo per gli anni fino al 1992 è stato dichiarato illegittimo dalla Corte europea in quanto non avente carattere remunerativo di un servizio. Una volta attestato l’obbligo di restituzione per l’amministrazione finanziaria si è aperta una marea di contenziosi tuttora in corso. Per quanto riguarda la fase di cognizione rimane ancora, almeno a livello di organi giudiziari di merito, la questione del termine di prescrizione del diritto al rimborso. Per quanto riguarda la fase di esecuzione l’esperienza di Padova offre agli operatori una chance in più. Il creditore ha tutto l’interesse a bussare alla porta della Banca d’Italia per scovare disponibilità liquide per soddisfare le proprie pretese. Tanto più che per operazioni di competenza del ministero delle finanze (si pensi all’emissione di titoli) presso la Banca d’Italia dovrebbero esistere disponibilità finanziarie che un creditore scrupoloso non può ignorare.

Nel caso concreto il legale della società interessata ha esperito la procedura di pignoramento presso terzi, e cioè presso la Banca d’Italia. Si tratta di una procedura ben nota agli studi civilistici e attuata per bloccare le disponibilità dei depositi bancari del debitore. Il responsabile della filiale di Padova della Banca d’Italia, come previsto dal codice di procedura civile, ha reso la cosiddetta dichiarazione di terzo, attestando che presso la sezione di tesoreria provinciale dello stato di Padova esisteva la contabilità speciale di conto corrente intestata al ministero delle finanze – Imposta comunale sugli immobili (Ici). Su tale contabilità speciale è stata bloccata la disponibilità pari all’importo pignorato più un 20% a titolo cautelativo. Alla dichiarazione resa dalla Banca d’Italia ha fatto seguito agli inizi di novembre il provvedimento di assegnazione della cifra a opera del pretore, in funzione di giudice dell’esecuzione e pochi giorni dopo il pagamento con vaglia cambiario per capitale, interessi e spese. (riproduzione riservata).

Antonio Ciccia
 
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