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22/01/2006 CORRIERE DEL VENETO - Ha diritto alla pensione, down batte l'INPS | Print |

PADOVA- Un down ottiene ragione sull'INPS. Con una sentenza tra le prime in materia in Italia Il giudice del lavoro Cinzia belletti si è espressa venerdì in favore di M., quarantaduenne padovano, cui era stata negata la pensione di reversibilità del padre. Il fatto che lavorasse in una cooperativa sociale era stato giudicato un valido motivo per non considerarlo figlio a carico della madre vedova. Pure se il lavoro è di tre ore al giorno e retribuito 350 euro al mese.

M. affetto dalla sindrome di down in maniera irreversibile, invalidante e permanente ha sempre condotto una vita quanto più possibile normale. Tra i primi bambini padovani con handicap a frequentare la scuola pubblica, è stato inserito da adulto in una cooperativa locale come operaio addetto alle pulizie. Un lavoro part-time, data la condizione di salute a rischio, e mirato all' inserimento sociale.

Ma alla morte del padre, nel 2003, l'INPS ha sostenuto che potessero bastare 350 euro al mese di stipendio per provare la sua capacità di svolgere "attività lavorativa retribuita". E ha concesso solo la pensione di reversibilità del 60% alla madre, non l'80% come avviene in caso di figli a carico. Vistasi respingere la sua richiesta anche dal comitato provinciale INPS, la madre di M., è passata alle vie legali, con un ricorso presentato dagli avvocati Riccardo Rocca e Andrea Rinaldi il 30 novembre 2004. E il giudice Belletto ha dato loro ragione . La pensione verrà cointestata, passando dal 60% all'80%, e saranno pagati gli arretrati mancanti dal luglio 2003.

Al di là della situazione paradossale in cui si trovava M., dover lasciare un lavoro utile per sè e per gli altri, pur di ottenere quanto gli spetta, i legali hanno rilevato contraddizioni nello stesso comportamento dell'istituto di prevvidenza sociale. Risale infatti al 10 luglio 2001 una circolare della stessa INPS che affrontava proprio la questione dei "figli inabili che prestano attività retribuita presso cooperative sociali che svolgono attività finalizzata all'inserimento lavorativo". E veniva gia chiarito che si trattava di situazione in cui il diritto di avere la pensione di reversibilità.

Proprio per il valore "terapeutico" di questa attività. Una circolare su cui c è stata un'amnesia nel caso di M.. Ci ha pensato il giudice a far tornare la memoria e i diritti.

Alessia Pirolo
 
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